
La Parocchia ha avuto in regalo questa statua del Cristo morto, il colore sta venendo via, lo dovrò togliere del tutto e poi ridipingerla. Non vedo l'ora!
Laboratorio di Giancarlo Guasconi
San Giovanni della Croce consiglia di avere la furbizia
di trasformare anche le distrazioni in preghiera.
Quando tuo malgrado ti sorprendi distratto,non avertela neanche troppo a male...
sarebbe questo un segno ulteriore del tuo orgoglio
che vorrebbe la tua preghiera sempre perfetta.
Profitta invece della distrazione per dire al Signore:
"Lo vedi come sono piccolo e debole e quindi veramente bisognoso del tuo Amore".
E con un cuore ancora più umile e più determinato e fiducioso
continua la tua preghiera. Sentiti amato così come sei,
con la tua povertà e il tuo peccato.
È questa in fondo l'unica grazia di cui hai veramente bisogno: sentirti amato.
Troverai la forza di amare un po' più te stesso,
condizione necessaria per amare in verità anche gli altri.
Amare il Signore e i fratelli diventerà per te
esigenza gioiosa d'amore che attuerai gratuitamente e con il Suo amore.
Il fatto che l’“espiazione” avvenga nel “sangue” di Gesù significa che non sono i sacrifici dell’uomo a liberarlo dal peso delle colpe, ma il gesto dell’amore di Dio che si apre fino all’estremo, fino a far passare in sé “la maledizione” che spetta all’uomo, per trasmettergli in cambio la “benedizione” che spetta a Dio (cfr Gal 3,13-14). Ma ciò solleva subito un’obiezione: quale giustizia vi è là dove il giusto muore per il colpevole e il colpevole riceve in cambio la benedizione che spetta al giusto? Ciascuno non viene così a ricevere il contrario del “suo”? In realtà, qui si dischiude la giustizia divina, profondamente diversa da quella umana. Dio ha pagato per noi nel suo Figlio il prezzo del riscatto, un prezzo davvero esorbitante. Di fronte alla giustizia della Croce l’uomo si può ribellare, perché essa mette in evidenza che l’uomo non è un essere autarchico, ma ha bisogno di un Altro per essere pienamente se stesso. Convertirsi a Cristo, credere al Vangelo, significa in fondo proprio questo: uscire dall’illusione dell’autosufficienza per scoprire e accettare la propria indigenza - indigenza degli altri e di Dio, esigenza del suo perdono e della sua amicizia. (...)
Cari fratelli e sorelle, la Quaresima culmina nel Triduo Pasquale, nel quale anche quest’anno celebreremo la giustizia divina, che è pienezza di carità, di dono, di salvezza. Che questo tempo penitenziale sia per ogni cristiano tempo di autentica conversione e d’intensa conoscenza del mistero di Cristo, venuto a compiere ogni giustizia.
(Benedetto XVI, Messaggio per la Quaresima 2010: La giustizia di Dio si è manifestata per mezzo della fede in Cristo)