La rabbia e la tristezza di questi giorni si è trasformata in una gran voglia di dipingere, ho finito questa croce che era ferma da venti giorni. Ho già messo sul tavolo un'altra icona iniziata tanto tempo fa, è su pietra, se questo stato dura è una grazia, la disoccupazione sta diventando pesante, e non parlo di soldi, i miei nervi sono sempre più fragili.
Mi sembra che tutti cerchino di essere quello che non sono e non saranno mai, "quello che fingo d'essere e non sono", ho citato Gozzano a memoria spero di non aver sbagliato. Intanto posto le foto che ho fatto alla croce, andrà nella camera del mio amico più vecchio, una notte insieme nella nursery dell'ospedale di Grosseto, poi il giorno dopo lui è uscito ma nessun'altro amico può dire di avermi conosciuto prima.
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