Due anni fa abbiamo pensato quest’icona per la nostra nuova chiesa; Maria, prima discepola, ci invita a seguire suo Figlio. La realizzazione, tra progetto e scrittura mi ha impegnato per quasi un anno, è un lavoro che mi ha appassionato ed ogni volta che ci passo davanti, è posizionata nel corridoio tra le aule di studio, non posso fare a meno di guardarla. E’ stata benedetta la vigilia dell’Assunta, una sera che non dimenticherò mai, il battesimo di un figlio che non è più mio ma che sarà sempre lì, per me e per tutti.Il giorno dopo ho trovato delle persone in ginocchio davanti a lei che pregavano, ho provato una grande gioia.
sabato 31 ottobre 2009
Nella vigilia dell'anniversario della Dedicazione
Sono sante le nostre Chiese per l'appartenenza a Dio, per la celebrazione del Sacrificio, per le preghiere e le lodi che vi si offrono all'ospite divino. Per un titolo più valido di quello che potevano vantare l'antico tabernacolo e il tempio, la dedicazione le ha separate da tutte le case degli uomini e esaltate sopra tutti i palazzi della terra. Tuttavia, nonostante i riti che le riempiono di magnificenza, nel giorno della consacrazione che le riserva a Dio, esse sono sempre senza sentimento e senza vita. Che dobbiamo dire allora, se non che la sublime funzione della dedicazione delle chiese come pure la festa che ne perpetua il ricordo, non si arrestano al santuario costruito con le nostre mani, ma si elevano a realtà viventi e più auguste? La gloria principale del nobile edificio è simboleggiarne la grandezza. L'umanità sotto l'ombra delle sue volte si inizierà a ineffabili segreti, il mistero dei quali si compirà oltre l'esistenza del mondo, nel meriggio del cielo.
LODI DI DIO ALTISSIMO
Tu sei santo, Signore, solo Dio, che operi cose meravigliose.
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo,
Tu sei re onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra.
Tu sei trino ed uno, Signore Dio degli dèi,
Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene, il Signore Dio vivo e vero.
Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza,
Tu sei umiltà, Tu sei pazienza,
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine,
Tu sei sicurezza, Tu sei quiete.
Tu sei gaudio e letizia, Tu sei la nostra speranza, Tu sei giustizia,
Tu sei temperanza, Tu sei tutta la nostra ricchezza a sufficienza.
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine.
Tu sei protettore, Tu sei custode e nostro difensore,
Tu sei fortezza, Tu sei refrigerio.
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede, Tu sei la nostra carità.
Tu sei tutta la nostra dolcezza,
Tu sei la nostra vita eterna,
grande e ammirabile Signore,
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.
giovedì 29 ottobre 2009
L'unzione dell'altare della nostra chiesa

" Ora, poichè l'altare è il principio di ogni rito sacro, sia che si debba partecipare a convito, o ricevere il crisma, o celebrare il sacrificio, o essere ammessi agli ultimi riti del battesimo [...] non ritengo ozioso considerare anche [...] il rito della sua erezione: riflettendo sull'altare, che è il fondamento o la radice ... dei misteri, potremo dare di essi una spiegazione più completa."
martedì 27 ottobre 2009
Sinodalità

Abbiamo pensato questa icona in vista del prossimo sinodo diocesano; al centro è la Madonna di Montenero ( Li), patrona della Toscana, alla sua sinistra S.Cerbone, patrono della nostra diocesi, alla sua destra S.Bernardino, uno dei più grandi santi della nostra terra.
giovedì 22 ottobre 2009
mercoledì 21 ottobre 2009
Eremo delle Carceri

“Alla periferia della città c’era una grotta… Francesco vi entrava, … e pieno di nuovo insolito fervore, pregava il Padre suo in segreto (Mt 6,6). Desiderava che nessuno sapesse quanto accadeva in lui là dentro e … bruciava interiormente di fuoco divino, e non riusciva a dissimulare il fervore della sua anima. Un giorno finalmente, dopo aver implorato con tutto il cuore la misericordia divina, gli fu rivelato dal Signore come doveva comportarsi. E fu ripieno di tanto gaudio da non poterlo contenere e da lasciare, pur non volendo, trasparire qualcosa agli uomini.” I Celano 6-7
domenica 18 ottobre 2009
venerdì 16 ottobre 2009
mercoledì 14 ottobre 2009
martedì 13 ottobre 2009
Ammonizioni, XXVII - FF 177
domenica 11 ottobre 2009
II Concilio di Nicea ( 787), settima sessione ( 13 ottobre)
Nella settima sessione fu esposta la dottrina
del concilio. Gli atti iniziano con la lista di
tutti i vescovi presenti, trecentoquarantatre,
esclusi gli igumeni e i monaci, in quanto non
avevano potere deliberativo. Erano tutti riuniti
davanti all’ambone di santa Sofia, da dove
Teodoro, santissimo vescovo di Tauriana,
isola dei Siculi, preso nelle mani il libro, lesse
la decisione, dopo che era stata spiegata87.
L’horos, il documento ufficiale del Concilio,
si può dividere in quattro parti: la prima è
dedicata alla presentazione dell’opinione di
quanti hanno disonorato le immagini sacre di
Cristo, della Vergine e dei santi mettendole
sullo stesso livello degli idoli. La seconda
parte manifesta il proposito del Concilio di
accodarsi con la Tradizione ininterrotta della
Chiesa presentata dai sei concili ecumenici
precedenti, tanto è vero, è riportato il credo
niceno-costantinopolitano e sono riepilogate
le eresie condannate da essi. La terza parte è
dedicata alla difesa delle icone sacre nella
quale si asserisce che la pittura iconografica
fa parte della Tradizione stabilita in forma
scritta e orale della Chiesa, che è in accordo
con le Sacre Scritture e con l’insegnamento
dei santi Padri e dichiarando che il Verbo di
Dio si è realmente fatto uomo in Cristo Gesù,
con un’incarnazione vera e non immaginaria,
appunto per questo, l’immagine è apportatrice
di un beneficio identico a quello del racconto
evangelico, giacché cose che alludono
reciprocamente l’una all’altra, senza dubbio,
recano il riflesso l’una dell’altra. Appunto per
questo, le icone di Gesù e quella della sua
santa e vivificante Croce, della Madre di Dio,
degli onorabili angeli e di tutti i santi, fatte di
colori, di pietre preziose o di altro materiale
conveniente, devono essere mostrate nelle
chiese, sui muri e sulle tavole, sui sacri vasi e
sui paramenti, nelle case e per le strade.
Quanto più di continuo Essi vengono visti
attraverso la rappresentazione iconica, tanto
più quelli che le guardano vengono elevati al
ricordo ed all’ardente desiderio dei Prototipi.
Alle icone si può rendere tributo con un
amorevole saluto ed una venerazione fatta di
offerta di incenso e di luci, secondo il devoto
modo di comportarsi degli antichi, non con
l’autentica adorazione (latreia), che è dovuta
soltanto alla divina natura, ma con lo stesso
tipo di venerazione (proskunhsiV)
riconosciuta all’immagine della preziosa e
vivificante croce, ai santi Vangeli ed alle altre
cose sacre consacrate a Dio, difatti, l’onore
dato all’icona passa al suo Prototipo, a Colui
che è rappresentato, si venera l’immagine ma
l’onore va alla Persona che essa riproduce. La
quarta ed ultima parte contiene gli anatemi
contro coloro che rifiutano le sacre immagini,
che osano pensare o insegnare diversamente,
o come gli eretici sacrileghi, osano violare le
Tradizioni della Chiesa o rigettare qualcuno
degli oggetti che per la Chiesa sono sacri, se
sono vescovi o chierici, saranno deposti, se
monaci o laici, saranno esclusi dalla
comunione88. Di seguito vengono riportate
trecentodue firme dei vescovi e dei presbiteri
vicari delegati. Ai primi posti, in ordine di
onore, troviamo le firme dei legati del papa,
di Tarasio e di Giovanni, rappresentante deiTroni orientali.
(" Iconoclastia e Concilio di Nices II" di Antonio Calisi)
venerdì 9 ottobre 2009
PREGHIERA DI UN ANONIMO DEL XIV SECOLO
mercoledì 7 ottobre 2009
lunedì 5 ottobre 2009
San Bernardino da Siena
venerdì 2 ottobre 2009
giovedì 1 ottobre 2009
la bellezza è criterio e prova della verità




