“Tu, o vescovo, sii santo, senza difetto, non aggressivo, non collerico, non aspro, ma costruttivo, attraente, istruttivo, tollerante, dolce, mite, longanime, confortante, incoraggiante, come uomo di Dio.
E quando raduni la chiesa di Dio, come capitano di una grande nave, con tutta l’abilità ordina che siano ben fatte le assemblee, ingiungendo ai diaconi, quali marinai, di assegnare i posti ai fratelli, come passeggeri, con ogni cura e proprietà.
Innanzitutto l’edificio sia lungo, esteso verso Oriente, con le celle ai due lati nella parte orientale (si tratta dei pastofori, n. d. r.), così da somigliare ad una nave.
Al centro sia collocato il trono del vescovo e ai suoi due lati gli scanni del presbiterio, a fianco stiano in piedi i diaconi con indosso una semplice lunga veste, giacche essi sono come i marinai e i capi rematori della nave. Sotto la loro sorveglianza, in una delle due parti siedono i laici in tutta quiete e in buon ordine, separatamente siedano le donne mantenendo anche esse il silenzio.
In mezzo, ritto su un piedistallo elevato, il lettore legga dai libri di Mosé e di Giosué figlio di Nun, da quelli dei Giudici e dei Regni, da quelli dei Paralipomeni e da quelli del Postesilio, inoltre dagli scritti di Giobbe e da quelli di Salomone e da quelli dei sedici profeti.
Completate due letture, qualcun altro canti dai salmi di Davide e il popolo risponda ripetendo il ritornello.
Dopo questo si legga dai nostri Atti e dalle Lettere di Paolo nostro collaboratore, da lui inviate alle chiese secondo l’indicazione del Santo Spirito. Dopo queste letture, un diacono o un presbitero legga dai Vangeli, quelli, che io Matteo e Giovanni vi abbiamo trasmessi e quelli che i collaboratori di Paolo, Luca e Marco, hanno ricevuti e vi hanno lasciati.
E mentre si legge il Vangelo, tutti i presbiteri e i diaconi e l’intero popolo stiano in piedi in grande silenzio, giacché è scritto: - Fa silenzio e ascolta Israele! – e anche – tu sta in piedi e ascolta! – .
Di seguito, i presbiteri esortino il popolo, uno alla volta, ma non tutti; poi, da ultimo, il vescovo, come si conviene al capitano.
Gli ostiari stiano alle porte degli uomini, facendovi guardia; e le diaconesse a quelle delle donne, alla maniera delle assistenti di bordo: lo stesso modello infatti, era seguito nella tenda della testimonianza nel tempio di Dio.
Se si trova qualcuno seduto fuori luogo, sia richiamato dal diacono, come sottufficiale di bordo, e venga trasferito nel luogo a lui conveniente.
Del resto la chiesa non è solo assimilabile ad una nave, ma anche ad un ovile. E come i pastori sistemano i singoli animali, cioè capri e pecore, secondo la specie e l’età e ciascuno di loro si accoda al suo simile, così anche nella chiesa di Dio: i giovani siedano al loro posto, se ve n’è uno loro assegnato, se no, stiano in piedi; quelli più avanzati in età siedano al proprio posto ; i bambini stiano a parte e se ne prendano cura i padri e le madri; le ragazze anch’esse siedano al loro posto, se ve n’è uno loro assegnato, se no, stiano in piedi dietro le donne; le donne sposate e che hanno figli stiano in piedi al proprio posto; le vergini, le vedove e le anziane stiano rispettivamente in piedi o siedano davanti a tutte le altre.
Chi assegna i posti sia il diacono ed abbia cura che ciascuno di quelli che entrano vada al proprio posto e che nessuno si fermi all’entrata. Ugualmente il diacono sorvegli il popolo, perché nessuno bisbigli o sonnecchi o rida o faccia cenni: è necessario infatti che nella chiesa si stia consapevolmente, in stato di sobrietà e svegli, con l’udito teso alla parola del Signore.
Di seguito, immancabilmente tutti in piedi e rivolti ad Oriente – dopo l’uscita dei catecumeni e dei penitenti – preghino Dio che ascende verso la sommità del cielo ad Oriente, ricordando anche l’originaria posizione del paradiso ad Oriente, da dove il primo uomo, dopo aver violato il comandamento, a ciò indotto dal consiglio del serpente, fu espulso.
Dopo l a preghiera, tra i diaconi alcuni si occupino dell’oblazione dell’eucaristia, prestando servizio con timore al corpo del Signore; altri vigilino sulla folla e la mantengano in silenzio.
Poi il diacono, che assiste il sommo sacerdote, dica al popolo: - Che nessuno abbia qualcosa contro qualcuno, che nessuno sia presente con ipocrisia - .
E quindi si scambiano il bacio nel Signore, gli uomini tra loro e le donne tra loro, ma che nessuno lo faccia fraudolentemente, come Giuda che con un bacio tradì il Signore.
Dopo questo, il diacono preghi per tutta la chiesa, per tutto il mondo e le sue parti e i suoi prodotti, per i sacerdoti e i governanti, per il sommo sacerdote e l’imperatore e per la pace universale.
Indi, il sommo sacerdote, invocando la pace sul popolo, lo benedica, così come Mosè ordinò ai sacerdoti di benedire il popolo con queste parole: - Il Signore ti benedica e ti protegga: il Signore faccia sorgere il suo volto davanti a te e ti sia propizio, il Signore sollevi alto il suo volto sopra di te e ti conceda la pace - .
Il vescovo dunque invochi e dica: - Salva il tuo popolo, Signore, benedici la tua eredità, che ti sei riscattata e ti sei acquisita col prezioso sangue del tuo Cristo e a cui hai concesso il nome di regale sacerdozio e nazione santa - .
Dopo queste cose, si compia il sacrificio, stando tutto il popolo in piedi e pregando in silenzio. Completata l’oblazione, partecipi ciascuna classe, una alla volta, del corpo del Signore e del prezioso sangue, accostandosi classe per classe con riverenza e timore come al corpo del re. Le donne si accostino col capo velato, come si addice alla classe delle donne. E le porte siano custodite, perché non entri un non fedele o un non iniziato” [1].
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