sabato 31 dicembre 2011

Buon 2012 ai miei lettori


Finirò l'anno così, due icone a cui ho appena dato le vernici finali ed una a cui lavorerò domani. Non è stato un anno facile, ho perso il lavoro, devo avere una cifra notevole che non so quando arriverà. l'amore per la mia famiglia è stato importante, lo sarà sempre. Se non avessi avuto le icone però il non far niente sarebbe stato insopportabile. Sono otto mesi che sto qui, nella mia cantina-celletta, davanti al Suo volto e la forza che mi trasmette è incredibile. Non è stata una prova facile, grazie Signore per quanto mi hai dato, mi hai fatto conoscere e scoprire tante cose, anche sulle persone. La forza di mia moglie la conoscevo ma ho scoperto che i miei figli, e Mattia ha solo 13 anni, sono due rocce ed hanno fatto muro attorno a me, ancora grazie.

venerdì 30 dicembre 2011

martedì 27 dicembre 2011

Quando a mia nonna, prima della guerra, si ruppe il marmo del tavolo di cucina, mio nonno lo sostituì con delle tavole di castagno, inchiodate con un numero incredibile di chiodi da miniera. Non gli venne un gran lavoro, le tavole erano piallate male, le stoviglie ballavano insicure, ma c'erano pochi soldi e le tavole rimasero li.
Certo non avrebbero immaginato che, dopo più di settanta anni, le avrei segate per farci delle icone, incollandoci sopra dei frammenti di pietra serena. Penso però che siano contenti, da lassù, di vedere l'uso che ne faccio. Le forme sono dettate dai difetti del legno e dalla fantasia, le pietre le incollo lasciando spazi irregolari. Con la tecnica dello spolvero trasferisco il disegno, quello che non viene vuol dire che non ci doveva essere, così credo.
La mente ed il cuore di chi le guarda fanno il resto.
Per questo S.Giovanni ho usato il rame per il cielo per dare l'idea dell'aria arroventata del deserto, la forma della tavola aumenta la drammaticità della scena.
Voce che grida nel deserto.

S.Giovanni nel deserto


domenica 25 dicembre 2011

sabato 24 dicembre 2011

La pecorina di gesso,
sulla collina in cartone,
chiede umilmente permesso,
ai Magi in adorazione.
Splende come acquamarina
il lago, freddo e un po' tetro,
chiuso fra la borraccina,
verde illusione di 'vetro.
Lungi nel tempo, e vicino,
nel sogno (pianto e mistero)
c'è accanto a Gesù Bambino,
un bue giallo, un ciuco nero.

Guido Gozzano - Presepe

mercoledì 21 dicembre 2011

martedì 20 dicembre 2011


Adol'f Ovcinnikov scrive che l'icona salverà il mondo, in questo mio tempo irreale, sta salvando me. Poco prima di Pasqua ho perso il lavoro, ora siamo a Natale e sono ancora disoccupato. A volte la tristezza mi strazia lo stomaco, piango di rabbia, di disperazione. Scrivere icone mi da sollievo, e non, come sarebbbe facile pensare, perchè mi distraggono dal mio essere, ma perchè stare davanti al volto di Cristo mi da pace, mi consola, non mi fa sentire solo. I miei fratelli sono spariti, ma in fondo, non ci sono mai stati; due cugini, che non vedevo da anni, si sono offerti di aiutarmi, mi hanno proposto di andare in giro con loro nelle fiere, per vendere le mie icone.
E' l'unica offerta di aiuto che ho avuto dalla mia famiglia, è veramente triste.
I fratelli di Cry e gli amici mi sono accanto, in ogni momento; ieri ho messo un post su FB, qualcuno ha commentato, qualcuno è venuto a casa.
L'unica consolazione di questo Natale, magra consolazione, e che non devo andare in giro a cercare regali.
Non vedo l'ora di arrivare al 27 e ricominciare ad aspettare il lavoro, dipingendo.

la mia famiglia , qualche anno fa..

lunedì 12 dicembre 2011


Finita ieri sera mentre fuori c'era un temporale incredibile, era bello stare al caldo della mia stanzetta a dipingere.

lunedì 5 dicembre 2011

sabato 3 dicembre 2011

venerdì 2 dicembre 2011

Io penso che la ricerca della perfezione debba essere affidata all'icona che non abbiamo ancora scritto. Se l'icona è preghiera deve essere quello che siamo, ricchi di imperfezioni da correggere, senza vergogna, senza imbroglio. E' vero che è il Suo volto, ma le mani sono le nostre; vedendo le icone che oggi vengono scritte mi sembra che alcune siano addirittura leziose, le Madonne sembrano appena uscite dall'estetista, i Gesù pettinati, sani, abbronzati nei solarium; le vesti sono raffinatissime.
Sembra di ritornare al nostro rinascimento, questo è dipingere ma non è scrivere.
Sono consapevole di essere un iconografo modesto, ma spero che dalle mie icone esca la mia onestà, la mia debolezza. Aspetto la prossima per migliorare, prego il Signore e lo ringrazio, per permettermi di stare, così tante ore, davanti al suo volto.
Che il Signore mi dia pace.

mercoledì 30 novembre 2011

Natività


Non è stato un lavoro facile, troppe volte sono stato tentato di ritornare al mio stile, comunque sono soddisfatto del risultato. E' un'icona del XIII°secolo, catalana in stile romanico. Io amo lo stile greco-bizantino,sarebbe una buona scuola però scrivere almeno un'icona per ogni stile,ho due files di icone italiane molto antiche, prima o poi mi ci metterò.

mercoledì 23 novembre 2011


Le basi sono date,ora inizia la parte più bella.

martedì 22 novembre 2011

Muoiono tre frati cappuccini e un volontario Tanzania, incidente vicino alla capitale Dar Es Salaam. Erano tutti toscani

Firenze, 22 novembre 2011 - Tre frati cappuccini e un giovane volontario, tutti toscani (FOTO), sono morti in un incidente stradale in Tanzania. Si tratta di padre Luciano Baffigi, 64 anni, originario dell'Isola del Giglio, ministro della Provincia Toscana dei padri Cappuccini, padre Corrado Trivelli, 77 anni, originario di Livorno, segretario provinciale per le missioni, il missionario cappuccino padre Silverio Ghelli, 73 anni di Stia (Arezzo) e un giovane volontario di 30 anni, proveniente dalla parrocchia di Cerbaia, a San Casciano Val di Pesa, Andrea Ferri.
L'incidente è accaduto a 60 km dalla capitale Dar Es Salaam. La jeep su cui viaggiavano i quattro sarebbe sbandata per l'improvviso attraversamento di un passante. Da qui l'incidente. Padre Silverio, che era alla guida, sarebbe morto sul colpo, gli altri dopo il ricovero in ospedale. La Farnesina sta seguendo da vicino la vicenda. I frati appartengono tutti al convento cappuccino de La Pietà di Prato.
Padre Baffigi era ministro provinciale della Toscana dei padri Cappuccini. Aveva studiato al liceo dei Cappuccini a Siena. Come sacerdote, ha svolto la sua attività a Pistoia e alla parrocchia di Santa Chiara e San Francesco a Montughi di Firenze. Era stato padre Guardiano delle Celle di Cortona. Padre Corrado Trivelli era originario di Livorno. Aveva prestato la sua opera di sacerdote a Siena. Padre Silverio Ghelli da molti anni dava aiuto al prossimo nelle missioni.
Padre Baffigi era partito per la Tanzania il 15 novembre e sarebbe ritornato in Italia a fine mese. Al convento cappuccino de La Pieta' a Prato da cui erano partiti i missionari, si è subito recato il vescovo di Prato Gastone Simoni per portare il cordoglio della diocesi.
Un ricordo particolare monsignor Simoni lo ha dedicato a padre Corrado Trivelli, che viveva nel convento pratese da molti anni e qui dirigeva il Centro missionario regionale dei Cappuccini. Pochi giorni prima di partire per l'Africa il vescovo lo aveva nominato vicario episcopale per la vita consacrata.
''Sono profondamente addolorato per questa tragedia. Voglio esprimere - ha detto monsignor Simoni - tutta la nostra partecipazione al dolore e alla preghiera dei frati cappuccini, colpiti tragicamente proprio nel loro storico, grande impegno missionario di solidarieta' e di annuncio del Vangelo ai poveri in Africa. Prego perche' il Signore dia ai padri Luciano, Corrado, Silverio e al giovane Andrea il premio eterno''.
Cordoglio anche dall' europarlamentare della Lega Nord, Claudio Morganti. ''Sono sempre da ammirare - ha scritto Morganti - le persone che si spendono nell'aiuto di chi e' meno fortunato di noi. Esprimo profonda stima a queste persone. Le popolazioni piu' povere vanno sempre aiutate a casa loro''.

Fiastra e Cingoli, due monasteri benedettini nelle Marche




giovedì 17 novembre 2011

mercoledì 16 novembre 2011

Piero della Francesca


Polittico di Sant'Antonio

martedì 15 novembre 2011


Pensata per una Tenerezza.

lunedì 14 novembre 2011

sabato 12 novembre 2011


venerdì 11 novembre 2011

giovedì 10 novembre 2011

lunedì 7 novembre 2011

S.Cerbone


L'agiografia di Cerbone (o Cerbonio) si basa su notizie del quasi contemporaneo San Gregorio Magno. Oriundo dell'Africa settentrionale e figlio di genitori cristiani, Cerbone fu ordinato sacerdote da Regolo, che seguì nella fuga dalle persecuzioni dei Vandali ariani. Approdati fortunosamente sulle coste toscane, i profughi vissero da eremiti fino al martirio di Regolo da parte dei Goti. Divenuto quindi vescovo di Populonia, Cerbone fu a sua volta condannato da Totila ad essere sbranato da un orso, che però al cospetto del santo si ammansì. Liberato, Cerbone fu convocato a Roma a causa delle lamentele dei suoi diocesani perché celebrava troppo presto la messa del mattino, a suo dire per essere accompagnato da un coro d'angeli. Durante il cammino Cerbone vide delle oche selvatiche e le invitò a seguirlo come doni al Pontefice: proprio queste oche sono poi diventate il suo attributo iconografico. Avendo assistito di persona al coro angelico durante l'Eucarestia mattutina, il Papa concesse a Cerbone di mantenere l'abitudine. Non solo: da allora è in uso che il Pontefice si alzi dal suo seggio in omaggio quando gli rende visita un vescovo di Populonia e Massa. Con l'avvento dei Longobardi Cerbone si rifugiò all'Elba, esprimendo il desiderio di essere comunque sepolto a Populonia. Alla sua morte (575 ca.) tale desiderio fu rispettato, e una tempesta miracolosa celò alla vista dei Longobardi l'imbarcazione che trasportava la salma del Santo. Quando nell'809 Populonia fu distrutta dai saraceni le reliquie di Cerbone vennero portate a Massa Marittima, dove ebbero un grande peso nella storia cittadina: è infatti intorno al suo altare che venivano redatti e firmati i documenti più importanti, a cominciare dalla costituzione del Libero Comune nel XII sec.

mercoledì 2 novembre 2011


Di nuovo tra pennelli e colori,S.Cerbone era stufo di aspettare!

domenica 30 ottobre 2011

venerdì 28 ottobre 2011


Per la catechesi del 6 novembre saranno pronte.

martedì 25 ottobre 2011



Il sole di S.Bernardino.

sabato 22 ottobre 2011


I prossimi lavori, in quella spezzata voglio scrivere S.Cerbone, lo spazio in basso è per le oche che sempre nell'iconografia lo accompagnano; nell'altra, se riesco ad affondare la pietra nel legno farò una tenerezza.

S.Bernardino da Siena.

sabato 15 ottobre 2011

Bottega di pittore di 100.000 anni fa L'ocra, uno dei primi pigmenti, ritrovata custodita in una conchiglia

Frammenti d'ocra, pestelli e macine di pietra, conchiglie usate come barattoli per la pittura, trovate ancora al loro posto, come erano state lasciate migliaia di anni fa: e' il laboratorio di un pittore vissuto 100.000 anni fa. Si trova in Sud Africa, ed e' stato usato per produrre e conservare l'ocra, il primo pigmento della storia. Annunciata su Science, la scoperta si deve a un gruppo di ricerca coordinato da Christopher Henshilwood dell'università di Witwatersrand a Johannesburg. Del gruppo fa parte anche l'italiano Francesco d'Errico che lavora all'università francese di Bordeaux e all'università norvegese di Bergen.
Scoperto nella grotta di Blombos, il laboratorio dell'Età della pietra, eccezionalmente, contiene tutti gli utensili per produrre l'ocra, come pestelli e macine di pietra. Le due conchiglie di abalone, noto anche come orecchio di mare, ''sono i più antichi contenitori finora scoperti nella storia dell'uomo'' ha detto all'ANSA d'Errico. Una delle conchiglie era anche chiusa da un ciottolo che ha la stessa morfologia della conchiglia e che molto probabilmente aveva la funzione di coperchio. ''Vi sono esempi più antichi di pezzi d'ocra con tracce di uso ma è la prima volta - ha proseguito l'esperto - che vengono trovati contenitori, residui di pigmenti e gli strumenti per produrli''. La cosa straordinaria, ha rilevato d'Errico, e' che in questa grotta-laboratorio, tutto è rimasto come era: ''l'artigiano che ha usato il kit l'ultima volta ha lasciato le conchiglie a pochi centimetri di distanza, il tutto e' stato rapidamente coperto dalla sabbia portata dal vento nella grotta''.
Sui fondi delle conchiglie sono stati trovati dei residui di pittura: una mistura di colore rosso ottenuta miscelando polvere di ocra, midollo e carbone. Secondo i ricercatori il pigmento era prodotto per sfregamento dei pezzi di ocra su lastre di quarzite o frantumando schegge di ocra. Da questo processo si otteneva una polvere di colore rosso che veniva poi miscelata agli altri ingredienti. A questa miscela veniva poi unito un liquido (probabilmente urina o acqua) e grasso animale. Fra gli strumenti è stato trovato anche un osso che era probabilmente utilizzato per mescolare e trasferire un po' di miscela fuori dal guscio. E' difficile, hanno rilevato gli esperti, immaginare l'uso che veniva fatto di questa pittura, probabilmente era usata dai primi Homo sapiens per dipingere i loro corpi o produrre rappresentazioni astratte o figurative. ''Sappiamo ormai molto su come questa pittura veniva prodotta ma nulla su come era usata'' ha osservato d'Errico. ''Possiamo ipotizzare - ha aggiunto - che mescole di questo tipo erano usate nella preparazione delle pelli, per evitare il loro deterioramento, o per scopo simbolico''.
La scoperta, secondo Henshilwood, suggerisce che i primi uomini come noi avevano già una conoscenza elementare della chimica e la capacità di pianificazione a lungo termine, ossia di preparare e conservare, cruciale per l'evoluzione del pensiero.
Ansa, 14 ottobre 2011.

giovedì 13 ottobre 2011


Sto lavorando a queste due "pietre" per ricordare S.Bernardino, nato a Massa Marittima l' 8 settembre 1380.

mercoledì 12 ottobre 2011


Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa.
Matteo 28,2