Io penso che la ricerca della perfezione debba essere affidata all'icona che non abbiamo ancora scritto. Se l'icona è preghiera deve essere quello che siamo, ricchi di imperfezioni da correggere, senza vergogna, senza imbroglio. E' vero che è il Suo volto, ma le mani sono le nostre; vedendo le icone che oggi vengono scritte mi sembra che alcune siano addirittura leziose, le Madonne sembrano appena uscite dall'estetista, i Gesù pettinati, sani, abbronzati nei solarium; le vesti sono raffinatissime.
Sembra di ritornare al nostro rinascimento, questo è dipingere ma non è scrivere.
Sono consapevole di essere un iconografo modesto, ma spero che dalle mie icone esca la mia onestà, la mia debolezza. Aspetto la prossima per migliorare, prego il Signore e lo ringrazio, per permettermi di stare, così tante ore, davanti al suo volto.
Che il Signore mi dia pace.
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