Finirò l'anno così, due icone a cui ho appena dato le vernici finali ed una a cui lavorerò domani. Non è stato un anno facile, ho perso il lavoro, devo avere una cifra notevole che non so quando arriverà. l'amore per la mia famiglia è stato importante, lo sarà sempre. Se non avessi avuto le icone però il non far niente sarebbe stato insopportabile. Sono otto mesi che sto qui, nella mia cantina-celletta, davanti al Suo volto e la forza che mi trasmette è incredibile. Non è stata una prova facile, grazie Signore per quanto mi hai dato, mi hai fatto conoscere e scoprire tante cose, anche sulle persone. La forza di mia moglie la conoscevo ma ho scoperto che i miei figli, e Mattia ha solo 13 anni, sono due rocce ed hanno fatto muro attorno a me, ancora grazie.
sabato 31 dicembre 2011
Buon 2012 ai miei lettori
Finirò l'anno così, due icone a cui ho appena dato le vernici finali ed una a cui lavorerò domani. Non è stato un anno facile, ho perso il lavoro, devo avere una cifra notevole che non so quando arriverà. l'amore per la mia famiglia è stato importante, lo sarà sempre. Se non avessi avuto le icone però il non far niente sarebbe stato insopportabile. Sono otto mesi che sto qui, nella mia cantina-celletta, davanti al Suo volto e la forza che mi trasmette è incredibile. Non è stata una prova facile, grazie Signore per quanto mi hai dato, mi hai fatto conoscere e scoprire tante cose, anche sulle persone. La forza di mia moglie la conoscevo ma ho scoperto che i miei figli, e Mattia ha solo 13 anni, sono due rocce ed hanno fatto muro attorno a me, ancora grazie.
venerdì 30 dicembre 2011
martedì 27 dicembre 2011
Quando a mia nonna, prima della guerra, si ruppe il marmo del tavolo di cucina, mio nonno lo sostituì con delle tavole di castagno, inchiodate con un numero incredibile di chiodi da miniera. Non gli venne un gran lavoro, le tavole erano piallate male, le stoviglie ballavano insicure, ma c'erano pochi soldi e le tavole rimasero li.
Certo non avrebbero immaginato che, dopo più di settanta anni, le avrei segate per farci delle icone, incollandoci sopra dei frammenti di pietra serena. Penso però che siano contenti, da lassù, di vedere l'uso che ne faccio. Le forme sono dettate dai difetti del legno e dalla fantasia, le pietre le incollo lasciando spazi irregolari. Con la tecnica dello spolvero trasferisco il disegno, quello che non viene vuol dire che non ci doveva essere, così credo.
La mente ed il cuore di chi le guarda fanno il resto.
Per questo S.Giovanni ho usato il rame per il cielo per dare l'idea dell'aria arroventata del deserto, la forma della tavola aumenta la drammaticità della scena.
Voce che grida nel deserto.
Certo non avrebbero immaginato che, dopo più di settanta anni, le avrei segate per farci delle icone, incollandoci sopra dei frammenti di pietra serena. Penso però che siano contenti, da lassù, di vedere l'uso che ne faccio. Le forme sono dettate dai difetti del legno e dalla fantasia, le pietre le incollo lasciando spazi irregolari. Con la tecnica dello spolvero trasferisco il disegno, quello che non viene vuol dire che non ci doveva essere, così credo.
La mente ed il cuore di chi le guarda fanno il resto.
Per questo S.Giovanni ho usato il rame per il cielo per dare l'idea dell'aria arroventata del deserto, la forma della tavola aumenta la drammaticità della scena.
Voce che grida nel deserto.
domenica 25 dicembre 2011
sabato 24 dicembre 2011
La pecorina di gesso,
sulla collina in cartone,
chiede umilmente permesso,
ai Magi in adorazione.
Splende come acquamarina
il lago, freddo e un po' tetro,
chiuso fra la borraccina,
verde illusione di 'vetro.
Lungi nel tempo, e vicino,
nel sogno (pianto e mistero)
c'è accanto a Gesù Bambino,
un bue giallo, un ciuco nero.
Guido Gozzano - Presepe
sulla collina in cartone,
chiede umilmente permesso,
ai Magi in adorazione.
Splende come acquamarina
il lago, freddo e un po' tetro,
chiuso fra la borraccina,
verde illusione di 'vetro.
Lungi nel tempo, e vicino,
nel sogno (pianto e mistero)
c'è accanto a Gesù Bambino,
un bue giallo, un ciuco nero.
Guido Gozzano - Presepe
mercoledì 21 dicembre 2011
martedì 20 dicembre 2011
Adol'f Ovcinnikov scrive che l'icona salverà il mondo, in questo mio tempo irreale, sta salvando me. Poco prima di Pasqua ho perso il lavoro, ora siamo a Natale e sono ancora disoccupato. A volte la tristezza mi strazia lo stomaco, piango di rabbia, di disperazione. Scrivere icone mi da sollievo, e non, come sarebbbe facile pensare, perchè mi distraggono dal mio essere, ma perchè stare davanti al volto di Cristo mi da pace, mi consola, non mi fa sentire solo. I miei fratelli sono spariti, ma in fondo, non ci sono mai stati; due cugini, che non vedevo da anni, si sono offerti di aiutarmi, mi hanno proposto di andare in giro con loro nelle fiere, per vendere le mie icone.
E' l'unica offerta di aiuto che ho avuto dalla mia famiglia, è veramente triste.
I fratelli di Cry e gli amici mi sono accanto, in ogni momento; ieri ho messo un post su FB, qualcuno ha commentato, qualcuno è venuto a casa.
L'unica consolazione di questo Natale, magra consolazione, e che non devo andare in giro a cercare regali.
Non vedo l'ora di arrivare al 27 e ricominciare ad aspettare il lavoro, dipingendo.
lunedì 12 dicembre 2011
giovedì 8 dicembre 2011
lunedì 5 dicembre 2011
sabato 3 dicembre 2011
venerdì 2 dicembre 2011
Io penso che la ricerca della perfezione debba essere affidata all'icona che non abbiamo ancora scritto. Se l'icona è preghiera deve essere quello che siamo, ricchi di imperfezioni da correggere, senza vergogna, senza imbroglio. E' vero che è il Suo volto, ma le mani sono le nostre; vedendo le icone che oggi vengono scritte mi sembra che alcune siano addirittura leziose, le Madonne sembrano appena uscite dall'estetista, i Gesù pettinati, sani, abbronzati nei solarium; le vesti sono raffinatissime.
Sembra di ritornare al nostro rinascimento, questo è dipingere ma non è scrivere.
Sono consapevole di essere un iconografo modesto, ma spero che dalle mie icone esca la mia onestà, la mia debolezza. Aspetto la prossima per migliorare, prego il Signore e lo ringrazio, per permettermi di stare, così tante ore, davanti al suo volto.
Che il Signore mi dia pace.
Sembra di ritornare al nostro rinascimento, questo è dipingere ma non è scrivere.
Sono consapevole di essere un iconografo modesto, ma spero che dalle mie icone esca la mia onestà, la mia debolezza. Aspetto la prossima per migliorare, prego il Signore e lo ringrazio, per permettermi di stare, così tante ore, davanti al suo volto.
Che il Signore mi dia pace.
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