lunedì 23 novembre 2009

" Non avete visto i suoi tratti" ( Dt 4,12). Oh! quale sapienza del legislatore! Come fare un immagine dell'invisibile? Chi potrebbe rappresentare i suoi tratti, se non vi è nessuno simile a lui? Come rappresentare chi non ha né quantità , né grandezza, né limiti?
Quale forma attribuire a colui che è senza forma? Che ne è qui del mistero?
Questo, senza dubbio: se tu vedi che l'Incorporeo si è fatto uomo per te, allora puoi esprimere la sua immagine umana.
Poichè l'Invisibile, incarnandosi, si è mostrato visibile, è ovvio che puoi dipingere l'immagine di colui che è stato visto.
Se chi non ha corpo, né forma, né quantità, né qualità e che trascende ogni grandezza grazie all'eccellenza della sua natura; se costui - dico- pur essendo di natura divina ha fatto sua la condizione dello schiavo, riducendosi alla quantità e alla qualità e rivestendosi delle umane fattezze, dipingi allora sul legno la sua immagine e presenta alla contemplazione colui che volle divenire visibile.

Giovanni Damasceno
Adversus eos qui sacras imagines abiciunt.
( PG 94, 1239)

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