Gregorio Vescovo, servo dei servi di Dio, alle dilette figlie in Cristo Chiara e alle altre
ancelle di Cristo, viventi in comune presso la chiesa di San Damiano, nella diocesi di Assisi, salute e
apostolica benedizione.
E' noto che, volendo voi dedicarvi unicamente al Signore, avete rinunciato alla brama
di beni terreni. Perciò, venduto tutto e distribuitolo ai poveri, vi proponete di non avere
possessioni di sorta, seguendo in tutto le orme di colui che per noi si è fatto povero, e via e verità
e vita.
Né, in questo proposito, vi spaventa la privazione di tante cose: perché la sinistra dello
sposo celeste è sotto il vostro capo, per sorreggere la debolezza del vostro corpo, che con carità
bene ordinata avete assoggettato alla legge dello spirito.
E infine, colui che nutre gli uccelli del cielo e veste i gigli del campo, non vi farà
mancare né il vitto né il vestito, finché nella vita eterna passerà davanti a voi e vi somministrerà
se stesso, quando cioè la sua destra vi abbraccerà con gioia più grande, nella pienezza della sua
visione.
Secondo la vostra supplica, quindi, confermiamo col beneplacito apostolico, il vostro
proposito di altissima povertà, concedendovi con l'autorità della presente lettera che nessuno vi
possa costringere a ricevere possessioni.
Pertanto a nessuno, assolutamente, sia lecito invalidare questa scrittura della nostra
concessione od opporvisi temerariamente.
Se qualcuno poi presumesse di attentarlo, sappia che incorrerà nell'ira di Dio
onnipotente e dei beati apostoli Pietro e Paolo.
Dato a Perugia il 17 settembre, I'anno secondo del nostro Pontificato.
( FF 3279)
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